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Primarie 2.0 - La mia lettera all'Unità

 Gentile redazione politica dell'Unità.

Sono un ragazzo di 22 anni di Palermo, studente presso l'Università degli Studi di Palermo, Facoltà di Architettura. Vi scrivo per proporvi questo articolo riguardo le primarie dei Giovani Democratici: e' una proposta per risolvere le recenti polemiche. Non so se l'argomentazione rispecchia la linea editoriale o se la redazione preferisce rielaborare il testo dell'articolo. Spero solo che lo teniate in considerazione per un'eventuale vostra pubblicazione.

 Grazie in anticipo per la vostra disponibilità.
 
Cordialmente
Michele Anzalone

Primarie giovanili 2.0.
La soluzione E-Democracy.

In questi giorni le primarie dei giovani democratici stanno accendendo polemiche sempre più forti: l'assenza di informazioni, la poca accessibilità data a candidati e votanti della società civile, la mancanza di qualsiasi strumento di confronto pubblico, rischiano di fare diventare queste primarie uno strumento di legittimazione a partecipazione limitata. Potrei parlare di nepotismo, di lottizzazioni delle cariche, di autoreferenzialità, di emulazione di comportamenti adulti poco edificanti, ma onestamente arriva un momento in cui le critiche – reazioni sintomo di salute del "corpo" del partito – devono necessariamente essere tradotte in una proposta (1) adeguata al raggiungimento degli obbietivi, (2) coerente con il quadro e con le istanze democratiche del partito, (3) alternativa all'attuale stato di cose.
 
(1) Secondo l'art. 1 del regolamento, le primarie si svolgono in forma aperta: questo vuol dire che la realizzazione delle primarie dipende dalla formazione degli strumenti di partecipazione necessari a garantire l'accessibilità all'evento. Tale accessibilità si traduce nella costruzione di un sistema che consente agli elettori di informarsi, di confrontare e di votare consapevolmente, e ai candidati di farsi avanti, di farsi conoscere, di competere, di raccogliere le firme necessarie per la propria candidatura e soprattutto di meritarsi la vittoria. La meritocrazia infatti non è un assunto teorico, non la certificano le giovanili della vecchia politica, non la firmano i grandi del partito: è una pratica da dimostrare confrontandosi, mettendosi in gioco e garantendo a tutti l'accessibilità alle primarie. Che ne dicano i sostenitori di Fausto Raciti, i candidati se la devono guadagnare la carica: non per quello che hanno fatto, ma per quello che propongono.
 
(2) (Coerentemente con quanto espresso dal segretario Walter Veltroni in una lettera aperta in data 1 agosto 2008) la rete rappresenta uno strumento importante per migliorare la qualità della nostra democrazia. Il problema non è realizzare un partito liquido, virtuale, privo di un radicamento nel territorio, ma dare a tutti gli strumenti necessari per partecipare a questo evento. La rete in questo senso è uno strumento semplice, pratico, nuovo e funzionale per dare una forma "aperta" a queste primarie.
 
(3) E-democracy. Gli strumenti per realizzare queste primarie in forma 2.0 ci saranno a breve: sono i canali di Youdem. Attraverso questo importante media sarà possibile fare conoscere i candidati, farli confrontare con i giornalisti, con gli anziani del partito, coinvolgere gli altri social network, pubblicizzare nelle scuole l'evento e costruire una vera competizione Democratica.
 
Per parafrasare le parole pronunciate a Crotona, qui la soluzione non è spegnere tutto, ma accendere la luce su di un evento realizzato in penombra, quasi di nascosto. Consapevoli che, allo stato attuale, nessun giovane vincitore verrà legittimato.
 
(a pagina 
http://canone_inverso.ilcannocchiale.it chiunque è interessato può consultare e firmare il documento di richiesta per "Posticipare le primarie giovanili in data successiva alla realizzazione di Youdem)
 
Michele Anzalone, 22 anni, studente presso l'Università degli studi di Palermo, facoltà di Architettura. Semplicemente un ragazzo che vorrebbe essere messo nelle condizioni di votare.

Pubblicato il 30/9/2008 alle 0.28 nella rubrica diario.

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